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Emorroidi interne: cosa sono, sintomi, rimedi, diagnosi e cura
24 mar 2025

Emorroidi interne: cosa sono, sintomi, rimedi, diagnosi e cura

Le emorroidi interne rappresentano una condizione medica sorprendentemente comune, infatti circa il 50% della popolazione ha sofferto, soffre o soffrirà di questa patologia nel corso della vita. Questi rigonfiamenti delle vene che scorrono dal retto verso l'ano sono normalmente presenti in tutte le persone, contribuendo alla continenza fecale.

La condizione diventa particolarmente frequente dopo i 40-50 anni, soprattutto nei Paesi industrializzati, dove lo stile di vita e le abitudini alimentari giocano un ruolo significativo. Sebbene nelle fasi iniziali possano essere asintomatiche, il primo segnale è spesso un sanguinamento visibile durante la defecazione, che non dovrebbe essere ignorato.

In questa guida completa, esploreremo tutto ciò che c'è da sapere sulle emorroidi interne: dai sintomi alla diagnosi, dalle opzioni di trattamento disponibili fino ai metodi più innovativi come la crioterapia selettiva. Comprenderemo insieme come riconoscere i quattro gradi di gravità e quali sono le soluzioni più efficaci per ogni stadio della condizione.

Cosa sono le emorroidi interne: anatomia e fisiologia

I cuscinetti emorroidari sono strutture vascolari normalmente presenti nel canale anale di ogni persona fin dalla nascita. Non sono semplicemente vene varicose come si credeva in passato, ma complesse strutture vascolari composte da sinusoidi, tessuto connettivale e muscolare liscio che svolgono funzioni fisiologiche importanti. Quando queste strutture si ingrossano o si infiammano, si parla di malattia emorroidaria.

Differenza tra emorroidi interne ed esterne

Le emorroidi si distinguono in interne ed esterne in base alla loro posizione anatomica. Le emorroidi interne si sviluppano all'interno del retto, nella parte superiore del canale anale, e sono ricoperte da una sottilissima e delicata mucosa rettale. A differenza delle emorroidi esterne, quelle interne generalmente non causano dolore, poiché la zona è priva di recettori del dolore.

Le emorroidi esterne, invece, si trovano sotto la pelle intorno all'orifizio anale, sono visibili a occhio nudo e risultano particolarmente sensibili al dolore perché ricoperte da epitelio squamoso ricco di terminazioni nervose. Quando si infiammano, le emorroidi esterne si presentano come rigonfiamenti bluastri dolorosi al tatto.

Dal punto di vista anatomico, le emorroidi interne occupano tre posizioni principali nel canale anale: laterale sinistra, anteriore destra e posteriore destra. Questa disposizione conferisce al canale anale una forma raggiata o stellata, suddivisibile in tre parti.

La linea dentata: punto di demarcazione

Un elemento anatomico fondamentale per comprendere le emorroidi è la linea dentata (o pectinea). Questa linea rappresenta un importante punto di demarcazione che separa due tipi diversi di mucosa nel canale anale. Le emorroidi che si trovano al di sopra della linea dentata sono classificate come interne, mentre quelle al di sotto sono considerate esterne.

La linea dentata è anche nota come "linea del dolore" perché segna il confine tra la zona dotata di terminazioni nervose sensitive (sotto la linea) e la zona che ne è priva (sopra la linea). Questo spiega perché le emorroidi interne sono generalmente indolori nelle fasi iniziali, mentre quelle esterne causano dolore immediato.

Funzione normale dei cuscinetti emorroidari

I cuscinetti emorroidari non sono una patologia, ma svolgono funzioni fisiologiche importanti:

  1. Contribuiscono alla continenza fecale: le emorroidi partecipano al 15-20% della pressione anale a riposo, aiutando a mantenere l'ano chiuso e prevenendo perdite involontarie.

  2. Proteggono lo sfintere anale: durante il passaggio delle feci, i cuscinetti emorroidari fungono da cuscinetto protettivo per i muscoli dello sfintere anale, riducendo il trauma.

  3. Partecipano alla discriminazione del contenuto rettale: aiutano a distinguere tra gas, liquidi e solidi.

Questi cuscinetti vascolari si adattano alla forma del canale anale grazie alla loro capacità di gonfiarsi e sgonfiarsi in base all'afflusso e al deflusso di sangue. In condizioni normali, la loro presenza non viene avvertita.

La patologia emorroidaria si sviluppa quando i tessuti di sostegno che mantengono i cuscinetti in posizione si indeboliscono. Questo porta a un prolasso della mucosa ano-rettale, trascinando con sé i cuscinetti vascolari verso l'esterno. Tale meccanismo può essere causato da diversi fattori, tra cui l'aumento della pressione addominale dovuto a stitichezza cronica, gravidanza o sforzi ripetuti.

Le emorroidi interne vengono classificate in quattro gradi di gravità, in base alla loro tendenza al prolasso. Questa classificazione è fondamentale per determinare l'approccio terapeutico più appropriato.

Sintomi delle emorroidi interne: come riconoscerle

Riconoscere i sintomi delle emorroidi interne è fondamentale per una diagnosi tempestiva e un trattamento efficace. A differenza delle emorroidi esterne, facilmente visibili e dolorose, quelle interne possono rimanere nascoste per lungo tempo, manifestandosi principalmente attraverso segnali specifici che è importante saper identificare.

Sanguinamento: il segnale più comune

Il sanguinamento rappresenta il sintomo principale delle emorroidi interne. Si verifica tipicamente durante l'evacuazione, quando le feci dure possono ferire i cuscinetti vascolari infiammati. Il sangue è generalmente di colore rosso vivo e può essere notato sulla carta igienica dopo la pulizia, sulle feci o nell'acqua del water. Questa perdita ematica, sebbene possa allarmare, è solitamente di piccola entità e raramente causa anemia o gravi perdite di sangue.

Nelle emorroidi interne, il sanguinamento è spesso l'unico sintomo presente, soprattutto nelle fasi iniziali, e può manifestarsi senza dolore. In alcuni casi, il sanguinamento può presentarsi anche sotto forma di gocciolamento o spruzzi dopo il passaggio delle feci.

Prolasso emorroidario: i 4 gradi di gravità

Il prolasso, ovvero la fuoriuscita delle emorroidi dal canale anale, viene classificato in quattro gradi di gravità, ognuno con caratteristiche ben precise:

  • I grado: Le emorroidi sanguinano ma rimangono all'interno del canale anale, non sono visibili dall'esterno e possono essere osservate solo con anoscopia o colonscopia. Sono fragili e possono sanguinare facilmente.

  • II grado: Le emorroidi fuoriescono dall'ano durante sforzi eccessivi (come la defecazione) ma rientrano spontaneamente una volta cessato lo stimolo. In questa fase, oltre al sanguinamento, possono presentarsi prurito e perdita di secrezioni.

  • III grado: Il prolasso emorroidario avviene indipendentemente dagli sforzi e richiede la riduzione manuale per far rientrare le emorroidi all'interno del canale anale. I sintomi includono dolore crescente e possibili perdite di feci con insudiciamento della biancheria.

  • IV grado: Le emorroidi risultano costantemente prolassate e non possono essere riposizionate manualmente all'interno del canale anale. Rimangono sempre all'esterno, causando dolore significativo, prurito intenso e potenziale incontinenza fecale.

Quando le emorroidi interne causano dolore

Generalmente, le emorroidi interne non causano dolore nelle fasi iniziali, poiché la zona al di sopra della linea dentata è priva di terminazioni nervose sensitive. Tuttavia, in alcune circostanze, possono diventare dolorose:

  • Prolasso avanzato: Quando le emorroidi di III o IV grado rimangono prolassate, possono causare una tensione dolorosa che si aggrava con l'attività fisica e la defecazione.

  • Trombosi: La formazione di un coagulo di sangue all'interno delle emorroidi (trombo) può causare un dolore intenso e amplificare tutti i sintomi. Una trombosi emorroidaria è riconoscibile come un nodulo bluastro e sporgente, particolarmente doloroso.

  • Strozzamento: Quando lo sfintere anale si contrae attorno alle emorroidi prolassate, può causare uno strozzamento che provoca dolore acuto nella regione anale.

Sintomi spesso confusi con altre patologie

Molti sintomi attribuiti alle emorroidi interne possono essere facilmente confusi con altre condizioni ano-rettali, portando a diagnosi e trattamenti errati. È fondamentale distinguerli:

Il prurito anale (pruritus ani), spesso erroneamente associato alle emorroidi, non è un sintomo diretto di emorroidi interne, ma può svilupparsi secondariamente quando le emorroidi prolassate rendono difficile un'adeguata pulizia della zona. Inoltre, possono verificarsi secrezione di muco e sensazione che il retto non sia completamente svuotato dopo l'evacuazione.

La sintomatologia emorroidaria, sebbene fastidiosa, raramente comporta un effettivo rischio per la salute. Tuttavia, è essenziale non attribuire automaticamente ogni sanguinamento rettale alle emorroidi. Sintomi come sangue scuro nelle feci, dolore intenso persistente o cambiamenti nelle abitudini intestinali richiedono una valutazione medica per escludere condizioni più gravi come polipi, tumori del colon-retto o malattie infiammatorie intestinali.

Diagnosi delle emorroidi interne: esami e valutazioni

La diagnosi accurata delle emorroidi interne è fondamentale per escludere altre patologie più gravi e impostare un trattamento efficace. A differenza di quanto si potrebbe pensare, non basta un'autovalutazione per determinare la presenza e la gravità di questa condizione.

L'importanza della visita proctologica

La visita proctologica rappresenta il primo e fondamentale passaggio nel percorso diagnostico delle emorroidi interne. Durante questa visita, lo specialista colonproctologo raccoglie innanzitutto un'accurata anamnesi, indagando sulla storia clinica del paziente, sui sintomi, sullo stile di vita e su eventuali fattori di rischio. Questa fase è essenziale per orientare correttamente il successivo esame obiettivo.

La visita prosegue con l'ispezione della regione perianale che permette di identificare segni di emorroidi esterne, irritazioni o prolassi visibili. Successivamente, il medico esegue un'esplorazione rettale digitale, introducendo un dito guantato e lubrificato nel retto per verificare la presenza di eventuali emorroidi interne, valutare il tono dello sfintere anale e rilevare altre patologie percepibili al tatto.

Questa procedura, sebbene possa creare imbarazzo nel paziente, è generalmente poco dolorosa e dura pochi minuti. Nonostante molte persone tendano a rimandare questa visita per disagio o paura, è importante sottolineare che l'esame è fondamentale per una diagnosi corretta e tempestiva.

Anoscopia e altre procedure diagnostiche

L'anoscopia è un esame essenziale e irrinunciabile per la diagnosi delle emorroidi interne. Viene effettuata mediante l'introduzione nel canale anale dell'anoscopio, un cilindro di plastica trasparente lungo circa 7-8 centimetri e del diametro di circa 20 millimetri. Questo strumento permette di visualizzare direttamente la mucosa ano-rettale e identificare le emorroidi interne non visibili dall'esterno.

Durante l'anoscopia, il medico può valutare:

  • Il grado della patologia emorroidaria

  • La fragilità della mucosa e la tendenza al sanguinamento

  • La presenza di patologie associate come criptiti o papilliti

Per un esame più approfondito, in alcuni casi il medico può ricorrere alla rettoscopia. Questo esame utilizza un rettoscopio, uno strumento simile all'anoscopio ma più lungo (fino a 25 cm), che consente di visualizzare il canale rettale e identificare eventuali anomalie oltre la portata dell'anoscopio.

Quando è necessaria la colonscopia

Sebbene la visita proctologica e l'anoscopia siano sufficienti nella maggior parte dei casi per diagnosticare le emorroidi interne, in alcune situazioni è necessario ricorrere alla colonscopia. Infatti, il sanguinamento rettale deve essere attribuito alle emorroidi solo dopo aver escluso condizioni più gravi.

La colonscopia è particolarmente indicata in questi casi:

  • Pazienti con età superiore ai 40-50 anni che presentano sanguinamento rettale

  • Presenza di sintomi persistenti nonostante il trattamento

  • Storia familiare di tumori del colon-retto

  • Cambiamenti nelle abitudini intestinali associati al sanguinamento

  • Perdita di peso non intenzionale o anemia

Questo esame più complesso permette di visualizzare tutto l'intestino crasso, offrendo la possibilità di identificare patologie come polipi, diverticoli, malattie infiammatorie intestinali o neoplasie che potrebbero essere la vera causa dei sintomi attribuiti alle emorroidi.

È importante sottolineare che la diagnosi di emorroidi deve sempre seguire un approccio di esclusione di altre patologie, poiché circa il 30% delle neoplasie del colon sono localizzate nel retto e questa percentuale sale al 75% considerando l'insieme retto-sigma.

Trattamenti medici per le emorroidi interne

Il trattamento della malattia emorroidaria interna varia significativamente in base alla gravità dei sintomi. Nella maggioranza dei casi, le emorroidi interne tendono a guarire spontaneamente dopo un certo periodo, rendendo necessari solo interventi conservativi.

Farmaci topici: come applicare correttamente la crema per emorroidi interne

Le pomate per emorroidi interne contengono principalmente anestetici locali come benzocaina, lidocaina o tetracaina, spesso combinati con antinfiammatori steroidei come fluocinolone, idrocortisone o desametasone. Questi farmaci alleviano sintomi come prurito, bruciore e dolore.

Per applicare correttamente una crema endorettale:

  1. Lavarsi accuratamente le mani e la zona anale

  2. Avvitare la cannula endorettale al tubo della pomata

  3. Introdurre delicatamente la cannula nel canale anale

  4. Applicare una quantità sufficiente di prodotto

  5. Rimuovere la cannula e pulirla

Durante la gravidanza o l'allattamento, consultare sempre il medico prima di utilizzare qualsiasi pomata per emorroidi interne.

Procedure ambulatoriali: legatura elastica e scleroterapia

Per emorroidi di I e II grado che non rispondono alla terapia conservativa, esistono efficaci procedure ambulatoriali:

La legatura elastica consiste nell'applicare un elastico alla base del nodulo emorroidario tramite uno speciale dispositivo. L'elastico interrompe l'afflusso di sangue, causando la necrosi del tessuto che si stacca dopo 7-10 giorni. La procedura è indolore poiché avviene in una zona priva di terminazioni nervose sensitive.

La scleroterapia prevede l'iniezione di un agente sclerosante (polidocanolo) nel nodulo emorroidario. Questo provoca la chiusura dei vasi sanguigni e la riduzione del tessuto emorroidario. È particolarmente indicata per emorroidi sanguinanti.

Interventi chirurgici: quando sono necessari

L'intervento chirurgico è generalmente raccomandato per emorroidi di III e IV grado sintomatiche. Le principali tecniche includono:

  • Emorroidectomia secondo Milligan-Morgan: l'asportazione chirurgica delle emorroidi, efficace ma con recupero doloroso

  • Emorroidopessi secondo Longo: utilizza una suturatrice meccanica (PPH) per riposizionare le emorroidi all'interno del canale anale

  • THD (Dearterializzazione Emorroidaria Transanale): legatura delle arterie emorroidarie guidata da Doppler, meno invasiva e dolorosa

Tempi di recupero: quanto durano le emorroidi interne dopo il trattamento

I tempi di recupero variano notevolmente in base al trattamento:

  • Dopo trattamenti ambulatoriali come legatura elastica o scleroterapia: 2-3 settimane per la completa guarigione, con ritorno alle normali attività entro 24-48 ore

  • Dopo emorroidectomia: 4-6 settimane con dolore significativo nelle prime due

  • Dopo emorroidopessi o THD: 1-2 settimane, con dolore minimo e rapida ripresa delle attività quotidiane

In ogni caso, è fondamentale seguire una dieta ricca di fibre e bere molta acqua durante il periodo di recupero per facilitare l'evacuazione senza sforzo.

Complicanze delle emorroidi interne non trattate

Sebbene spesso sottovalutate, le emorroidi interne non trattate possono evolvere verso complicanze significative che compromettono la qualità della vita. Quando persiste l'infiammazione dei cuscinetti emorroidari, il quadro clinico può aggravarsi notevolmente.

Emorroidi interne sanguinanti: rischi e conseguenze

Il sanguinamento rappresenta la complicanza più frequente delle emorroidi interne. Generalmente si manifesta durante l'evacuazione, con tracce ematiche visibili nelle feci o sulla carta igienica. In alcuni casi, l'acqua del water può diventare rossa. Sebbene la quantità di sangue sia tipicamente modesta, un sanguinamento persistente richiede attenzione medica immediata, specialmente se:

  • Si verifica con regolarità o in quantità significativa

  • È accompagnato da dolore intenso o gonfiore marcato

  • Si associa a debolezza inspiegabile

Un sanguinamento abbondante o prolungato può segnalare un'evoluzione problematica della patologia emorroidaria o, in alcuni casi, nascondere condizioni più gravi come polipi o neoplasie del tratto gastrointestinale.

Trombosi emorroidaria

La trombosi rappresenta la complicanza più tipica delle emorroidi non trattate. Si verifica quando si forma un coagulo di sangue all'interno dell'emorroide, provocando un'infiammazione acuta particolarmente dolorosa. La trombosi emorroidaria interna si localizza all'interno del canale anale e appare come una tumefazione rosso-bluastra che protrude nel lume.

La diagnosi avviene mediante anoscopia, spesso difficoltosa per l'intenso dolore e l'aumento del tono sfinteriale. Sebbene possa risolversi spontaneamente dopo alcuni giorni o al massimo due settimane, in casi eccezionali può richiedere un intervento chirurgico d'urgenza.

Anemia da sanguinamento cronico

Nei pazienti con emorroidi interne sanguinanti da lungo tempo, il sanguinamento cronico può portare a una significativa anemia da carenza di ferro. Questa complicanza si manifesta con:

  • Stanchezza e debolezza persistenti

  • Respiro affannoso con minimo sforzo

  • Pallore cutaneo

  • Vertigini quando ci si alza in piedi

Sebbene raramente tale anemia diventi grave, è importante non sottovalutarla. L'anemia si sviluppa poiché l'emorragia riduce progressivamente le riserve di ferro dell'organismo, impedendo al midollo osseo di produrre globuli rossi in quantità sufficiente. Il trattamento prevede l'assunzione di integratori di ferro, solitamente in compresse, per diversi mesi, e nei casi più gravi può rendersi necessaria una trasfusione.

Conclusione

Le emorroidi interne rappresentano una condizione medica comune che richiede attenzione tempestiva. Sebbene nelle fasi iniziali possano sembrare un disturbo minore, la progressione dei sintomi può compromettere significativamente la qualità della vita.

La diagnosi precoce attraverso una visita specialistica risulta fondamentale per evitare complicanze serie come sanguinamenti cronici o trombosi. Certamente, molte persone tendono a rimandare la visita medica per imbarazzo o paura, tuttavia questa scelta può portare a conseguenze più gravi nel lungo periodo.

Le opzioni terapeutiche disponibili oggi spaziano dai trattamenti conservativi alle procedure chirurgiche più innovative, permettendo di personalizzare l'approccio terapeutico secondo il grado della patologia. Quindi, affidarsi a uno specialista esperto garantisce la scelta del trattamento più appropriato per ogni situazione.

Ricordiamo che prevenzione e cura tempestiva rimangono le armi più efficaci contro questa patologia. Modifiche dello stile di vita, alimentazione corretta e attenzione all'igiene personale possono fare la differenza nel controllo dei sintomi e nella prevenzione delle recidive.

Emorroidi interne domande comuni

Q1. Come si possono riconoscere le emorroidi interne? Il sintomo principale è il sanguinamento durante la defecazione, spesso senza dolore. Nei casi più avanzati, si può verificare un prolasso delle emorroidi fuori dall'ano.

Q2. Quali sono le opzioni di trattamento per le emorroidi interne? Le opzioni variano da rimedi conservativi come creme e supposte, a procedure ambulatoriali come la legatura elastica, fino a interventi chirurgici per i casi più gravi. La scelta dipende dalla gravità dei sintomi.

Q3. Quando è necessario consultare un medico per le emorroidi interne? È importante consultare un medico se si nota sanguinamento rettale persistente, dolore intenso, o se i sintomi non migliorano con i trattamenti casalinghi. Questo è fondamentale per escludere condizioni più gravi.

Q4. Quanto tempo ci vuole per guarire dalle emorroidi interne dopo il trattamento? I tempi di recupero variano in base al trattamento. Per procedure ambulatoriali, possono bastare 2-3 settimane, mentre per interventi chirurgici il recupero può richiedere 4-6 settimane.

Q5. Quali sono le possibili complicanze delle emorroidi interne non trattate? Le complicanze possono includere sanguinamento cronico che porta ad anemia, trombosi emorroidaria dolorosa, e in casi rari, prolasso grave che richiede intervento chirurgico d'urgenza.

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