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Emorroidi esterne: cosa sono, come riconoscerle e curarle
21 mar 2025

Emorroidi esterne: cosa sono, come riconoscerle e curarle

Le emorroidi esterne rappresentano il disturbo più comune dell'ultimo tratto dell'apparato digerente, manifestandosi come noduli bluastri visibili intorno all'ano.

Infatti, questa condizione colpisce una percentuale significativa della popolazione, con un aumento progressivo dopo i cinquant'anni. I sintomi possono variare da fastidiosi a debilitanti, includendo bruciore, prurito, dolore e, in alcuni casi, sanguinamento.

La buona notizia è che esistono diverse opzioni di trattamento efficaci, dai rimedi conservativi come i cambiamenti dello stile di vita fino a interventi più specifici. Tuttavia, la chiave sta nel riconoscere tempestivamente i sintomi e comprendere le cause scatenanti, che possono spaziare dalla stitichezza cronica alla gravidanza, da una dieta squilibrata a uno stile di vita sedentario.

In questa guida completa, esploreremo tutto ciò che devi sapere sulle emorroidi esterne: dalle cause ai sintomi, dai metodi di prevenzione alle opzioni di trattamento più efficaci.

Differenze tra emorroidi esterne ed interne

Le emorroidi sono cuscinetti di tessuto vascolare normalmente presenti nell'area ano-rettale che svolgono una funzione fisiologica importante. Da componenti anatomiche normali, possono trasformarsi in una condizione patologica quando si infiammano o si gonfiano eccessivamente, causando una serie di disturbi.

La principale distinzione tra emorroidi esterne e interne risiede nella loro posizione anatomica rispetto alla linea pectinea (o linea dentata), un confine anatomico invisibile che separa il retto dall'ano. Questa linea rappresenta un importante punto di riferimento, poiché divide due tipi di tessuti con caratteristiche molto diverse.

Le emorroidi esterne si sviluppano al di sotto della linea pectinea e sono ricoperte da epitelio squamoso tipico della regione anale. A differenza delle emorroidi interne, che si trovano sopra questa linea e sono rivestite da mucosa rettale, le esterne sono innervate da fibre sensitive che le rendono particolarmente dolorose quando infiammate.

Inoltre, le emorroidi esterne sono facilmente visibili a occhio nudo e palpabili, mentre quelle interne solitamente non sono osservabili a meno che non prolassino. Infatti, le emorroidi interne raramente causano dolore finché non fuoriescono dal canale anale, manifestandosi principalmente con sanguinamento.

Emorroidi esterne cause: Come si formano? 

La formazione delle emorroidi esterne deriva da una combinazione di fattori di rischio che aumentano la pressione nelle vene dell'area anorettale. Questa condizione multifattoriale può colpire chiunque, tuttavia alcuni elementi predisponenti sono particolarmente significativi tra cui la stitichezza cronica, la gravidanza, uno stile di vita sedentario e un'alimentazione sbagliata.

La stitichezza cronica rappresenta uno dei principali fattori scatenanti della malattia emorroidaria. Quando le feci diventano dure e difficili da espellere, si tende a sforzarsi eccessivamente durante l'evacuazione, aumentando considerevolmente la pressione all'interno dei vasi sanguigni della zona ano-rettale. Questo sforzo ripetuto può danneggiare progressivamente i tessuti di supporto.

In particolare, la stitichezza e le emorroidi sono legate da una correlazione di causa-effetto: la stitichezza può provocare prolasso rettale e quindi emorroidi e, contemporaneamente, può essere causata dal prolasso stesso che occlude l'ano, rendendo più difficoltosa l'evacuazione. Inoltre, le feci più solide sfregano contro le emorroidi già presenti, peggiorando l'infiammazione e causando dolore e sanguinamento.

Durante la gravidanza, il rischio di sviluppare emorroidi esterne aumenta significativamente. Si stima che circa l'80% delle donne soffra di questo disturbo durante la gestazione. Questo fenomeno è dovuto principalmente a due fattori: l'aumento della pressione addominale causata dalla crescita dell'utero e i cambiamenti ormonali che indeboliscono il tessuto connettivo.

I sintomi tendono a manifestarsi soprattutto nel terzo trimestre o dopo il parto, come conseguenza della pressione esercitata dal bambino e dello sforzo del parto vaginale. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, le emorroidi che compaiono in gravidanza sono transitorie e tendono a rientrare spontaneamente dopo il parto. Anche altre condizioni legate alle variazioni ormonali, come ovulazione, mestruazioni e menopausa, possono favorire l'insorgenza di emorroidi nelle donne.

La sedentarietà contribuisce significativamente allo sviluppo delle emorroidi esterne. La mancanza di movimento rende "paralizzata" l'attività intestinale, favorendo la stitichezza e aumentando la pressione nelle vene del retto. Inoltre, trascorrere molte ore seduti, soprattutto su superfici dure, può aggravare ulteriormente la congestione venosa nella zona perianale.

Per quanto riguarda l'alimentazione, una dieta povera di fibre e un insufficiente apporto di liquidi sono fattori di rischio determinanti. Certi alimenti possono inoltre avere un'azione irritante diretta sulle emorroidi, come:

  • Insaccati e carni processate

  • Alcolici

  • Cibi piccanti e speziati

  • Cioccolato e cacao

  • Crostacei

Il sovrappeso e l'obesità rappresentano ulteriori fattori aggravanti, aumentando la pressione intra-addominale in modo cronico.

Aspetto e localizzazione delle emorroidi esterne

Le emorroidi esterne appaiono come rigonfiamenti o cuscinetti morbidi al tatto, situati ai margini dell'orifizio anale. Sono caratterizzate da un colore rosso con venature bluastre o violacee, particolarmente evidenti quando infiammate.

Tipicamente, le emorroidi si manifestano in tre posizioni principali intorno all'ano:

  • Nella zona anteriore destra

  • Nella zona posteriore destra

  • Nella zona laterale sinistra

Le dimensioni possono variare considerevolmente, da piccole a grandi, a seconda del grado di infiammazione e della progressione della patologia. Quando subiscono un processo infiammatorio, acquisiscono maggiore consistenza e possono diventare estremamente dolorose, soprattutto in posizione seduta.

In caso di trombosi, le emorroidi esterne formano un nodulo ancora più doloroso e gonfio, di colore rossastro intenso. Questa condizione, chiamata "emorroidi esterne trombizzate", può persistere per diversi giorni e richiede spesso intervento medico per alleviare il dolore acuto.

È importante sottolineare che, contrariamente a una credenza diffusa, le emorroidi esterne non "rientrano" spontaneamente nel canale anale dopo essersi sgonfiate, poiché la loro normale posizione anatomica è proprio all'esterno dell'ano.

Sintomi delle emorroidi esterne: come riconoscerle

Riconoscere i sintomi delle emorroidi esterne è fondamentale per intervenire tempestivamente e migliorare la qualità della vita. A differenza delle emorroidi interne, quelle esterne sono spesso accompagnate da segni evidenti che è importante saper identificare.

Il dolore rappresenta uno dei sintomi più comuni delle emorroidi esterne. Questo si manifesta principalmente come una sensazione pungente localizzata nell'area anale, spesso aggravata quando si rimane seduti a lungo. L'intensità può variare notevolmente: da un leggero fastidio a un dolore acuto e invalidante.

Quando le emorroidi esterne diventano trombizzate (si forma un coagulo di sangue al loro interno), il dolore diventa particolarmente intenso e costante. In questa situazione, le emorroidi appaiono come noduli molto gonfi e straordinariamente sensibili al tatto.
Inoltre, il momento della defecazione rappresenta spesso il picco di sofferenza per chi soffre di questa condizione. Durante e dopo l'evacuazione, infatti, il dolore tende ad acuirsi, soprattutto in presenza di feci dure che irritano ulteriormente i tessuti già infiammati.

A prescindere dalla loro gravità, le emorroidi esterne possono essere accompagnate da alcune complicazioni.
La più comune è il sanguinamento, causato da congestione ed edema, che rendono i tessuti esposti più vulnerabili a lesioni. Il sanguinamento è un sintomo frequente delle emorroidi esterne, sebbene generalmente meno comune rispetto alle emorroidi interne. Tipicamente, il sangue appare di colore rosso vivo e può essere notato sulla carta igienica, nelle feci o nel water dopo la defecazione.

Nonostante il sanguinamento emorroidario sia solitamente benigno, esistono segnali d'allarme che richiedono un'immediata attenzione medica:

  • Sanguinamento abbondante o persistente

  • Sangue di colore scuro o feci nere (melena)

  • Sanguinamento accompagnato da dolore intenso o aumento del gonfiore

  • Cambiamenti nelle abitudini intestinali, come diarrea o stitichezza prolungata

Il passaggio delle feci dure può irritare la mucosa che riveste le emorroidi, provocando sanguinamento anche in assenza di dolore significativo. Tuttavia, quando le emorroidi esterne subiscono trombosi, il sanguinamento può essere più copioso e associato a forte dolore.

Il prurito anale rappresenta un sintomo particolarmente fastidioso delle emorroidi esterne. L'intensità può variare da lieve a insopportabile, rendendo difficile resistere all'impulso di grattarsi. Purtroppo, questa azione offre solo un sollievo momentaneo e tende a peggiorare l'irritazione, creando un circolo vizioso.

Il gonfiore si manifesta come noduli visibili intorno all'ano che, su pelle chiara, possono apparire bluastri o violacei, mentre su pelle scura tendono a colorazioni nere o marroni. Questi rigonfiamenti sono spesso morbidi al tatto e possono aumentare notevolmente di dimensione durante le fasi acute.

In alcuni casi, le emorroidi esterne di grandi dimensioni possono rendere difficoltosa la pulizia dell'area anale dopo la defecazione, contribuendo ulteriormente all'irritazione e al prurito.

I quattro gradi della malattia emorroidaria

Il sistema di classificazione delle emorroidi si basa principalmente sull'entità del prolasso e comprende quattro gradi:

  • Emorroidi esterne di primo grado: congestione interna senza prolasso visibile. Le emorroidi rimangono all'interno del canale anale e possono manifestarsi con sanguinamento occasionale.
  • Emorroidi esterne di secondo grado: prolasso che si verifica durante la defecazione ma rientra spontaneamente. In questa fase, le emorroidi fuoriescono temporaneamente per poi tornare nella loro posizione originale.
  • Emorroidi esterne di terzo grado: prolasso che richiede riduzione manuale. Le emorroidi fuoriescono durante la defecazione e necessitano di essere spinte manualmente all'interno.
  • Emorroidi esterne di quarto grado: prolasso permanente e non riducibile manualmente. Le emorroidi rimangono costantemente all'esterno del canale anale.

Trombosi emorroidaria

Le emorroidi esterne trombizzate si manifestano quando si forma un coagulo di sangue (trombo) all'interno di un gavocciolo emorroidario. Questo evento porta alla formazione di un nodulo duro, spesso di colore bluastro o violaceo, estremamente dolente al tatto.

Si riconoscono per la loro consistenza tesa, i margini ben definiti e il dolore acuto che provocano. In alcuni casi, possono ulcerarsi e causare sanguinamento. La diagnosi di trombosi emorroidaria è generalmente immediata attraverso la semplice ispezione e palpazione dell'area perianale.

Sebbene la trombosi emorroidaria non costituisca un pericolo per la salute generale, richiede attenzione medica per alleviare il dolore intenso che caratterizza questa condizione.

Emorroidi esterne senza dolore: è possibile?

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le emorroidi esterne possono manifestarsi anche in modo asintomatico o con sintomi minimi. Nonostante l'area esterna all'ano sia provvista di recettori del dolore, le emorroidi esterne infiammate possono talvolta svilupparsi senza causare particolari sofferenze.

In questi casi, però, altri sintomi come il sanguinamento, il rigonfiamento o un leggero fastidio durante l'evacuazione possono comunque essere presenti. La mancanza di dolore non indica necessariamente una forma lieve della condizione e non dovrebbe portare a sottovalutare il problema.

Infatti, il nostro organismo è generalmente in grado di riassorbire le emorroidi esterne in modo graduale nell'arco di alcuni giorni, soprattutto quando non sono particolarmente infiammate o trombizzate. Tuttavia, anche le forme apparentemente più lievi meritano attenzione, poiché possono evolvere in condizioni più gravi o recidivare nel tempo.

Quanto durano le emorroidi esterne?

  • Senza trattamento, il picco di gonfiore e dolore delle emorroidi esterne si verifica generalmente 48 ore dopo l'inizio dei sintomi, con risoluzione spontanea in circa 4 giorni. I coaguli nelle emorroidi trombizzate vengono riassorbiti in 4-8 settimane.
  • Con trattamenti conservativi, il sollievo dai sintomi avviene più rapidamente. Le procedure ambulatoriali accelerano ulteriormente la guarigione, mentre dopo interventi chirurgici il recupero completo richiede da una a sei settimane, a seconda della tecnica utilizzata.

Diagnosi e classificazione delle emorroidi esterne

La diagnosi corretta delle emorroidi esterne rappresenta il primo passo fondamentale verso un trattamento efficace. Per identificare questa condizione e determinarne la gravità, esistono diversi approcci diagnostici. Le emorroidi esterne appaiono tipicamente come rigonfiamenti bluastri o violacei intorno all'apertura anale. Possono presentarsi come noduli di dimensioni variabili, talvolta tesi e dolenti al tatto.

Fai particolare attenzione a eventuali sanguinamenti durante o dopo la defecazione, alla presenza di prurito persistente e a sensazioni di dolore o fastidio quando sei seduto. Tuttavia, ricorda che l'autodiagnosi ha limiti evidenti e, in caso di sintomi persistenti o dubbi, è sempre consigliabile consultare un medico.

La diagnosi professionale delle emorroidi esterne viene effettuata attraverso diversi passaggi:

  • Ispezione della regione perianale: lo specialista esamina visivamente l'area intorno all'ano per identificare segni di emorroidi esterne, irritazioni o gonfiori.

  • Esplorazione rettale digitale: consiste nell'introduzione di un dito guantato e lubrificato nel retto per valutare il tono dello sfintere anale e verificare eventuali anomalie percepibili al tatto.

  • Anoscopia: esame che permette di visualizzare la mucosa ano-rettale attraverso uno strumento chiamato anoscopio, fondamentale per individuare emorroidi interne non visibili esternamente.

In presenza di sanguinamento rettale, soprattutto in pazienti con più di 45 anni, è consigliabile eseguire una colonscopia per escludere condizioni più gravi come tumori del colon-retto.

Trattamenti e rimedi per le emorroidi esterne

Il trattamento delle emorroidi esterne prevede diverse opzioni terapeutiche, dalla cura domiciliare agli interventi chirurgici. La scelta dipende principalmente dalla gravità dei sintomi e dalla risposta ai trattamenti iniziali.

I semicupi in acqua tiepida (circa 40°C) per 15-20 minuti rappresentano un rimedio immediato per alleviare il dolore e ridurre l'infiammazione. Questo trattamento favorisce la vasodilatazione e il corretto flusso sanguigno nella zona interessata.

Inoltre, l'alimentazione svolge un ruolo fondamentale: aumentare l'apporto di fibre vegetali e bere almeno 2 litri d'acqua al giorno ammorbidisce le feci, riducendo lo sforzo durante l'evacuazione. Le fibre, infatti, hanno dimostrato di migliorare significativamente sintomi come prurito, fastidio e dolore.

Tra i rimedi naturali efficaci troviamo:

  • Aloe vera: con azione antinfiammatoria, lenitiva e riepitelizzante

  • Amamelide: dalle proprietà antiflogistiche, cicatrizzanti e astringenti

  • Iperico: con proprietà cicatrizzanti, astringenti e disinfettanti

  • Cipresso: ad azione vasocostrittrice e antispasmodica

    Una menzione particolare merita Emorcalm di Cisbani Pharma, che grazie alla sua azione calmante, rinfrescante ed emoliente, è indicata sia per emorroidi interne che esterne.

    Quando i rimedi conservativi non bastano, si ricorre a procedure ambulatoriali mininvasive per emorroidi di 1° e 2° grado:

    • La legatura elastica posiziona un anello elastico alla base dell'emorroide, interrompendo l'afflusso di sangue e causando la caduta del gavocciolo emorroidario in 5-7 giorni. 
    • La scleroterapia prevede l'iniezione di sostanze sclerosanti che creano fibrosi retrattile, riducendo il volume delle emorroidi. Richiede 4-6 sedute a intervalli di 8-15 giorni.
    • La coagulazione (con infrarossi, laser o elettrobisturi) distrugge il tessuto mediante calore, creando cicatrici che impediscono l'afflusso di sangue.

    Quando è necessario l'intervento chirurgico?

    L'intervento chirurgico diventa necessario per emorroidi di 3° e 4° grado o quando si verificano episodi frequenti di tromboflebite.

    • L'emorroidectomia tradizionale consiste nell'asportazione delle emorroidi. Il decorso post-operatorio è doloroso (4-6 settimane) e richiede analgesici.
    • L'emorroidopessi secondo Longo utilizza una suturatrice meccanica per riposizionare le emorroidi all'interno del canale anale. Il vantaggio principale è un recupero più rapido con minor dolore post-operatorio.
    • La dearterializzazione (metodo THD) chiude con punti di sutura i vasi che alimentano le emorroidi, riducendone il volume.

    Prevenzione delle emorroidi esterne

    La prevenzione gioca un ruolo fondamentale: una dieta ricca di fibre, un adeguato consumo di acqua e l'attività fisica regolare possono ridurre significativamente il rischio di sviluppare questa condizione. Soprattutto, non sottovalutate mai i primi sintomi e consultate tempestivamente il vostro medico per una diagnosi accurata.

    Le emorroidi esterne rappresentano una condizione diffusa che, sebbene fastidiosa, può essere gestita efficacemente attraverso diversi approcci terapeutici. Certamente, la chiave del successo risiede nella tempestività dell'intervento e nella scelta del trattamento più appropriato per ogni caso specifico.

    La gestione delle emorroidi esterne richiede un approccio personalizzato, considerando sia la gravità dei sintomi sia le caratteristiche individuali del paziente. Quindi, mentre alcuni potrebbero trovare sollievo con semplici rimedi casalinghi, altri potrebbero necessitare di interventi medici più specifici.

    Emorroidi esterne domande frequenti

    Q1. Come posso riconoscere le emorroidi esterne? Le emorroidi esterne si manifestano come rigonfiamenti visibili intorno all'ano, spesso di colore bluastro o violaceo. I sintomi principali includono dolore, prurito, gonfiore e occasionale sanguinamento durante la defecazione.

    Q2. Quali sono i rimedi casalinghi efficaci per le emorroidi esterne? I rimedi casalinghi più efficaci includono bagni in acqua tiepida (semicupi), aumento dell'apporto di fibre nella dieta, idratazione adeguata e l'uso di prodotti naturali come aloe vera o amamelide per le loro proprietà lenitive e antinfiammatorie.

    Q3. Quando è necessario consultare un medico per le emorroidi esterne? È consigliabile consultare un medico se i sintomi persistono per più di una settimana, se si verifica un sanguinamento abbondante o se il dolore diventa intenso e invalidante, specialmente in caso di sospetta trombosi emorroidaria.

    Q4. Quali sono le opzioni di trattamento medico per le emorroidi esterne? Le opzioni di trattamento medico includono l'uso di pomate come Emorcalm o creme contenenti anestetici locali e corticosteroidi per il sollievo dei sintomi. Per casi più gravi, sono disponibili procedure ambulatoriali come la legatura elastica o la scleroterapia.

    Q5. Come posso prevenire lo sviluppo di emorroidi esterne? Per prevenire le emorroidi esterne, è importante mantenere una dieta ricca di fibre, bere molta acqua, evitare la sedentarietà, non sforzarsi durante la defecazione e mantenere una buona igiene della zona anale. Inoltre, è consigliabile evitare di rimanere seduti per lunghi periodi.

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