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Dormire di più in autunno è normale? Cosa succede al nostro ritmo sonno-veglia
16 ott 2026

Dormire di più in autunno è normale? Cosa succede al nostro ritmo sonno-veglia

Con l'arrivo dell'autunno molte persone notano un bisogno crescente di dormire di più, e questo cambiamento è legato a meccanismi fisiologici ben precisi che coinvolgono il ritmo circadiano e la produzione di melatonina.

Luce e ritmo circadiano

Con la riduzione delle ore di luce naturale, l'orologio biologico interno deve riadattarsi a nuovi cicli di luce e buio, e questo processo di risincronizzazione può tradursi in una maggiore sonnolenza, soprattutto nelle prime settimane. Il ritmo circadiano, infatti, è regolato principalmente dalla luce percepita attraverso la retina, che agisce come segnale primario per il nostro orologio biologico.

Quando le giornate si accorciano e il buio arriva prima, l'organismo tende ad anticipare la produzione di melatonina, l'ormone secreto dalla ghiandola pineale che segnala al corpo l'avvicinarsi della fase di riposo. Questo shift ormonale può spiegare perché in autunno capiti di sentirsi assonnati già nel tardo pomeriggio, con una sensazione di stanchezza che si protrae anche al mattino successivo.

Esporsi alla luce naturale nelle prime ore della giornata, anche solo con una breve passeggiata all'aperto, può aiutare a stabilizzare più rapidamente questo riadattamento, favorendo un ritmo sonno-veglia più regolare nel corso delle settimane.

Perché aumenta la sonnolenza

Oltre alla componente luminosa, il cambio di stagione porta spesso con sé variazioni nelle temperature, negli orari e nelle abitudini quotidiane, elementi che insieme possono contribuire a un maggiore bisogno di riposo percepito.

Il calo delle temperature può favorire un rilassamento naturale della muscolatura e un lieve abbassamento della temperatura corporea, condizione che il corpo associa fisiologicamente al momento di andare a dormire. Inoltre, il rientro da un periodo estivo spesso più libero da impegni fissi comporta un riadattamento a orari più rigidi che richiede il giusto tempo.

Anche piccoli squilibri nella qualità del sonno notturno, dovuti magari a risvegli più frequenti nelle prime fasi del cambio stagionale, possono generare una sonnolenza diurna, che porta a percepire come necessario un maggior numero di ore di riposo.

Come adattarsi al cambio di stagione

Mantenere orari regolari per andare a dormire e svegliarsi, anche nei weekend, rappresenta una delle strategie più efficaci per accompagnare l'organismo in questa fase di transizione, poiché la regolarità degli orari aiuta l'orologio biologico a ritrovare più rapidamente un equilibrio stabile, riducendo la sonnolenza percepita durante il giorno.

L'attività fisica regolare, praticata preferibilmente nella prima parte della giornata, favorisce un sonno notturno più stabile e di qualità, contribuendo a ridurre la sonnolenza diurna che spesso accompagna il cambio di stagione. Allo stesso tempo, curare l'alimentazione, privilegiando pasti leggeri nelle ore serali e limitando caffeina e alcol nel pomeriggio, può facilitare l'addormentamento e migliorare la continuità del riposo notturno.

Quando la sonnolenza risulta particolarmente marcata o persiste per diverse settimane, interferendo con le attività quotidiane, può essere utile un confronto con il farmacista, che saprà valutare se un supporto mirato al rilassamento serale possa essere di aiuto in questa fase di adattamento stagionale.

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Un integratore alimentare pensato per favorire il rilassamento e sostenere un più facile addormentamento, indicato per chi, nel passaggio tra le stagioni, avverte difficoltà nel ritrovare un ritmo sonno-veglia regolare. Può rappresentare un valido supporto nei periodi di transizione, sempre dietro consiglio del farmacista, che potrà indicarne l'utilizzo più adatto in base alle esigenze personali.

Se vuoi saperne di più su come dormire bene, contattaci. I nostri esperti saranno felici di rispondere alle tue domande.

Tag sonno, dormire, stanchezza